In principio fu un convegno con Rifkin, nel novembre del 2008 a Cooperambiente, fiera a Rimini portabandiera di un’attenzione alla sostenibilità quando quest’ultima non era ancora patrimonio di tutti, come è poi diventata. “Da lì – racconta Giorgio Nanni, ufficio Energia e Ambiente di Legacoop – sono nate le prime cooperative energetiche, anticipando la legge, da quella di Melpignano a Coop Sole di Ravenna, passando da Sole per tutti di Modena e dal progetto “1000 tetti fotovoltaici” del Consorzio ABN”.

Insomma: il rapporto tra cooperazione e Comunità energetiche ha radici profonde. “Da sempre – spiega Giorgio Nanni – abbiamo creduto che anche il tema dell’energia potesse essere gestito in maniera diversa. Nell’ambito della cooperazione esistono esperienze storiche e consolidate, a partire da alcune nel nord Italia, sull’energia idroelettrica, unendo cittadini per creare forme di gestione differenti”.

Una svolta è arrivata con l’avvento delle rinnovabili. “Prima gli impianti potevano solo essere centralizzati e molto costosi. Ora si possono realizzare impianti alla portata dei prosumer, questi nuovi soggetti che sono al contempo produttori e consumatori, in questo caso di energia elettrica. La sfida diventa, dunque, come organizzarli, come costruire forme di gestione ugualmente innovative”.

La direttiva europea RED II che promuove le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) è arrivata così a consolidare un’attenzione già ben presente, dalle parti di Legacoop. “Abbiamo sempre visto – prosegue Giorgio Nanni – i vantaggi sociali ed ambientali che derivano dall’unire le persone, oggi i prosumer, aprendo la porta alla realizzazione di ulteriori servizi, che possono riguardare l’efficientamento e la gestione intelligente del consumo di energia”.

“Finora poche CER sono in forma cooperativa perché per un impianto piccolo, da 40-50 chilowatt si pensa convenga una forma più leggera, come l’associazione. Sono i primi passi, ma proseguendo arriveranno impianti maggiori per i quali la forma naturale è cooperativa”. Nasce anche da questa consapevolezza l’attenzione specifica che in Legacoop il gruppo nazionale di lavoro sulla sostenibilità ha scelto di dedicare alle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Uno dei due sotto-progetti su cui ha lavorato si chiama infatti PORTE APERTE ed è finalizzato proprio alla valorizzazione della cooperazione a supporto dello sviluppo di nuove modalità partecipative attraverso la forma della comunità energetica, una modalità in grado generare benefici diffusi a livello energetico, ambientale, sociale/culturale, economico, territoriale.

È un passo importante per la transizione ecologica, ma non solo. “Oggi – spiega Nanni – dobbiamo necessariamente pensare all’energia distribuita da fonti rinnovabili come a qualcosa che si inserisca pienamente nelle strategie imprenditoriali delle cooperative, a prescindere dal settore dove operano. In linea con il Re-power ed il Next generation EU, che stanno accelerando i piani della transizione ecologica, dobbiamo cogliere questa grande opportunità di produrre energia da fonti rinnovabili per auto consumare elettricità, e laddove ce ne siano le condizioni condividere energia attraverso le CER”. Per le PMI il costo dell’energia in Italia era già superiore alla media europea, situazione di partenza che ha reso ancor più insostenibili gli aumenti attuali, con il Prezzo Unico Nazionale dell’energia che è passato dai quasi 130 euro/MWh del 2021 ai 550 euro/MWh di agosto 2022.

Comunità Energetiche, dunque, sia per partecipare alla transizione verso la sostenibilità sia per abbattere i costi. “Si tratta di sfruttare al meglio i 2,2 mld messi a disposizione dal NEXT generation EU per realizzare CER nei comuni italiani sotto i 5.000 abitanti (insieme alle altre misure volte ad agevolare le fonti di energia rinnovabili quali ad esempio l’agrisolare, l’agrivoltaico le biomase ed il biometano) e la richiesta contenuta nel Re-power EU di prevedere almeno una CER in ogni comune superiore ai 10.000 abitanti. Il cantiere è aperto – conclude Giorgio Nanni – e stiamo lavorando: abbiamo definito una prima bozza di Statuto per le CER in forma cooperativa, stiamo sostenendo progetti pilota nel Pese, stiamo partecipando al bando Life 2021-2027. In aggiunta a ciò siamo tra i promotori del progetto respira.coop. E il tema delle CER sarà sicuramente tra quelli al centro del prossimo Congresso di Legacoop”.